Tahin Fatto in casa! Ricettina veloce e molto etnica! :)

Il Tahin (anche tahina) è un alimento derivato dai semi di sesamo bianco, molto diffuso in Grecia, Turchia, Nord Africa e nel Vicino Oriente. Viene detto anche burro di sesamo o crema di sesamo. I semi di sesamo vengono tostati con delicatezza per evitare che inaspriscano. Vengono quindi triturati e la farina che ne deriva viene quindi allungata con olio di sesamo, fino a formare una pasta, simile al burro di arachidi ma di consistenza fluida. Ha un sapore tipicamente di noci, con un aroma che ricorda quello delle arachidi, ma è meno dolce e con una nota tostata.

Ottima al mattino per una colazione ricca e salutare, spalmata sul pane ma anche sulle fette biscottate.

Vediamo ora la ricetta, velocissima!

Abbiamo bisogno di:
  • 3 cucchiai di semi di sesamo
  • Olio di sesamo o di girasole
  • un frullatore potente
Lavare i semi di sesamo in un colabrodo.
Tostarli in una padella dal fondo spesso fino a quando assumono un colore dorato e cominciano a rilasciare l’aroma.
Macinarli nel frullatore e allungare la pasta così ottenuta con qualche cucchiata di olio (di sesamo ovviamente sarebbe meglio).
Conservare in un vasetto ermetico.
La ṭaḥīna è ricca di vitamina E, B, sali minerali come magnesio, silicio, fosforo, zinco e ferro. Questo la rende indicata nei casi di esaurimento o durante le convalescenze. I semi di sesamo contengono inoltre due sostanze, la sesamina e la sesamolina, che hanno dimostrato di avere un ruolo attivo nell’abbassare il tasso di colesterolo prevenendo le patologie cardiocircolatorie. La sesamina tutela il fegato dai danni derivanti da ossidazione. Va comunque usato con moderazione poiché, come tutti gli alimenti derivati dall’intero seme di una pianta, è molto calorico: 100 g di ṭaḥīna apportano circa 600 calorie, ma va valutata la quantità di olio aggiunto alla farina di sesamo, che può alzare il computo delle calorie finali.
Il sesamo bianco, il sesamo nero  e tantissime altre cose le trovate da chicchi e baccelli, a Napoli, in via San biagio dei Librai.
Ecco, velocissimo, vero?

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